MEDAGLIA MEDAGLIA MEDAGLIA !!!

luglio 21, 2008 by

La redazione del giornale e il Blog group sono lieti di comunicarvi che la giuria ha premiato il nostro workshop per l’attenzione dedicata alla comunicazione.
Siamo molto fieri, soprattutto perché la concorrenza era spietata e il premio sudato…

I PICCOLI UNIVERSI DI CARLOS CAMPOS

luglio 21, 2008 by

Vengono qui presentati i risultati del Workshop condotto da Carlos Campos.
Buona visione.


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ARRIVEDERCI

luglio 18, 2008 by

La redazione del giornale e il “Blog Group” si congedano da voi.
Vi aspettiamo numerosi il prossimo anno, nella speranza di essere stati di vostro gradimento vi ringraziamo per la disponibilità e la collaborazione.

Numero Quattordici

luglio 18, 2008 by

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Venezia è un pesce?

luglio 17, 2008 by

Un dialogo fra Cherubino Gambardella e Tiziano Scarpa

I fotografi del Laboratorio 30

luglio 17, 2008 by

Sono loro gli artefici delle immagini pubblicate nel quotidiano e nel Blog. La redazione li ringrazia calorosamente!
In ordine di apparizione: Dario Breggiè, Elena Verga, Mariaelena De Dominici, Nicoletta Petralla, Caterina Mendolicchio.

Incidente diplomatico.

luglio 17, 2008 by

Succede anche questo tra le aule dei magazzini Ligabue.
Causa stanchezza, distrazione e disattenzione verso coloro che ci circondano nel mondo, alcuni studenti del Workshop di *****(preferiamo non fare nomi) sono riusciti a bagnare i loro colleghi di facolta’ che stavano disegnando al piano inferiore, ignari del fatto che una cascata artificiale si stava riversando sul loro lavoro.
L’incidente non ha causato feriti, anche se sinceramente avrei preferito vedere sgorgare “sangue”, la diplomazia e’ sempre il mezzo migliore.

A.A.

docente virtuale vs docente reale: precisazioni

luglio 17, 2008 by

Breve risposta all’articolo di Roberta Boncompagni “docente virtuale vs docente reale” di mercoledì 16 luglio.
Solo per precisare che dall’interno, cioè dall’interno del corso, la percezione dell’avvenimento, la revisione in diretta dalla Cina, è stata diversa.
Non è da discutere se una revisione fatta di persona sia migliore di una revisione fatta via web, è semmai più utile valutare se sia riscontrabile o no l’attenzione del docente al lavoro dei propri studenti.
Non ci è chiaro quale sia il problema. Il professore non poteva essere fisicamente presente, si è pertanto reso disponibile ad un colloquio virtuale. La revisione in diretta dalla Cina c’è stata ed è stata utile. E allora?
Personalmente non capisco nemmeno il bisogno di distinguere e mettere in contrapposizione docente reale e docente virtuale. Docente e basta mi sembra sufficiente. Intendiamo: la differenza non è data dall’attributo ma dalla sostanza, che – ribadiamo – è data dal fatto che la revisione c’è stata, che gli studenti hanno avuto indicazioni utili e che non c’è altro da aggiungere.
Ragion per cui, in fin dei conti, trovo inutili certi commenti. Così come tutta quella sagacia a buon mercato… solo per fare alcuni esempi:
“Un brusio fatto di commenti e risatine riempie l’aula”. Sì. Verissimo. Ogni minuto di ogni giorno di ogni workshop è così. E allora?
“Studenti sotto i tavoli si pongono quesiti esistenziali… ma sarà davvero in Cina o è al mare?”. È possibile sì, che qualcuno abbia detto così. Ma la domanda resta la stessa: e allora?
Che miracoli la tecnologia! Grazie prof. di portarci sempre con te!

Giovanni Lenci

E allora, caro Giovanni Lenci, se tre ore di collegamento via web-cam una tantum valgono la compresenza di docente e studenti e la possibilità di un serrato confronto quotidiano di tre settimane (questo rappresenta un’eccezionalità della consueta forma-workshop) è probabile che tu abbia ragione. D’altro canto, invece, l’ultima parte dell’intervista al Rettore Carlo Magnani pubblicata sul quotidiano in uscita oggi giovedì 17 rappresenta, in questa nostra piccola diatriba, un’utile lettura che ci permettiamo di consigliarti.

La redazione di «Laboratorio 08»

Iuav come out!

luglio 17, 2008 by

Intervista all’Assessore alle Politiche Ambientali

Mercoledì 16 luglio, ore 15:00 circa, S. Marta. L’incontro tra il Preside Giancarlo Carnevale e l’Assessore alle Politiche Ambientali di Venezia Ezio Da Villa inizia con una breve visita al Cotonificio. l’Assessore, guidato dal Preside, è davvero interessato e discute con i docenti. Nonostante non abbia molto tempo, ci concede una breve intervista.

È possibile un rapporto attivo tra l’amministrazione cittadina e l’università?
Sì, ed è stato possibile ad esempio durante i primi laboratori tenuti dal Preside Carnevale. Per un paio di anni consecutivi abbiamo lavorato a due progetti molto importanti.
Il primo riguardava la zona di Malcontenta, in particolare il bordo lagunare a ridosso della zona industriale. Si prevedeva la riqualificazione di un’area molto vasta. Avevo incoraggiato l’università a pensare a dei progetti che potessero essere realizzati concretamente. Oggi quell’intervento, impostato da alcuni studenti seguiti da Giancarlo Carnevale e collaboratori, è diventato il più grande progetto di riqualificazione urbana forse dell’intero paese; un intervento che sfiora i 400 milioni di euro di spesa, agisce in un’area di bordo lagunare con fitodepurazione, recupera una discarica lunga kilometri e la trasforma in un parco; il tutto connesso alla riqualificazione di un percorso fluviale.
Il secondo lavoro, seguito in collaborazione con l’università, riguarda la risistemazione funzionale di alcuni edifici usati per attività industriali, pensando ad un utilizzo possibile in un’ottica di trasformazione economica dell’area di Porto Marghera.
Si tratta di progetti utili non solo perché possono diventare realizzabili, ma anche perché offrono spunti interessanti alle amministrazioni, per la riqualificazione o progettazione di aree importanti del territorio.
I primi progetti risalgono al 1999; sono stati oggetto anche di alcune pubblicazioni. La novità assoluta è che uno sta per essere attuato grazie ad una convergenza di intenti di industrie, Regione, Stato, enti locali che si muovono non per compromettere l’ambiente, ma per riqualificarlo.

Che cosa pensa del workshop?
È un utile strumento di progettazione condivisa. Mi piacerebbe, però, che non fosse troppo astratto. Trovo più interessante lavorare su contesti concreti.

Come si può sviluppare il rapporto tra le due istituzioni?
Può essere ancora più integrato se, accanto a queste attività di studio, si introducono delle attività di collaborazione in cui l’università diventa uno strumento a disposizione delle comunità locali, per la soluzione di problematiche spesso molto complesse in un territorio fortemente urbanizzato come il nostro, e che abbiano una concreta possibilità di attuarsi. Con l’università si può condividere un percorso di analisi di problematiche territoriali che sfoci in una serie di possibili soluzioni, le quali non abbiano una finalità commerciale, ma etica.

Laura Scala