Femia/Peluffo
Alfonso Femia (1966) e Gianluca Peluffo (1966), soci fondatori dello studio 5+1 a Genova nel 1995, nel 2005 creano 5+1AA con la quale si confrontano con la trasformazione e la descrizione della realtà e il superamento e la riaffermazione della città.
Nel 2005 vincono con Rudy Ricciotti il concorso internazionale per il Nuovo Palazzo del Cinema di Venezia e aprono un Atelier a Milano, luogo di sperimentazione e indagine sulla città contemporanea. Nel 2007 aprono un’Agence a Parigi e nel 2008 sviluppano il Master Plan per l’area Fiorenza-Triulza e contribuiscono alla redazione del Master Plan per l’Expo 2015.
Sono finalisti nei principali concorsi internazionali; espongono, sono pubblicati e tengono conferenze e lezioni e in Italia e all’estero.
Alfonso Femia è Professor alla KSU di Firenze e dal 2007 è Professore a Contratto di Progettazione Architettonica nella Facoltà di Architettura dell’Università di Ferrara.
Gianluca Peluffo è ricercatore presso la Facoltà di Architettura di Genova.
Insieme, dal 2003, sono membri del Comitato Scientifico e docenti al Masp di Lucca.
www.5piu1aa.com
PROGRAMMA SENTIMENTALE DI LAVORO
Alfonso Femia, Gianluca Peluffo (5+1AA)
Collaboratori: Emanuela Bartolini, Stefania Bracco, Sara Gottardo
I temi che affronteremo sono temi delicati, da affrontare con acrobatica creatività ed innocente coraggio.
Il primo tema è la Bellezza, intesa come creazione di un luogo, di uno spazio fra opposti, fra differenze radicali e apparentemente inconciliabili.
Il secondo tema è l’Effimero, ovvero il quanto e il come il Tempo è in grado di costruire la Città nella sua essenza fisica e di Meraviglia.
Il terzo tema è proprio la Meraviglia, intesa come strumento percettivo per entrare in contatto con la Realtà.
Questi temi verranno affrontati progettando compagni di viaggio contemporanei per il Teatro del Mondo di Aldo Rossi (Biennale di Venezia 1980), all’interno di una idea di “Urbanistica sentimentale”.
La sfida sarà quella di lavorare sulla solitudine e la malinconia senza celebrarle, introducendo al contrario tematiche come la fragilità e la velocità.
Questi edifici provvisori galleggianti avranno una sede, un luogo stanziale di riposo, a Venezia o nella Laguna, e saranno pensati liberamente dagli studenti, immaginando architetture flottanti che staranno a cavallo fra le macchine da guerra romane e medioevali ed i palchi da concerto, il Bucintoro e la piattaforma petrolifera, l’architettura religiosa da Processione e la macchina espositiva dei Giardini della Biennale, fra le Macchine Inutili di Munari e il Rex di Fellini.
E altro ancora, ovviamente.
Verrà immaginato un percorso di movimento, in una precisa data dell’anno che sarà proposta dagli studenti per il suo significato simbolico, verso un punto di aggregazione di queste nuove parti di città che determineranno molteplici luoghi o possibilità formali di dialogo fra gli oggetti stessi ed il territorio veneziano.
